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venerdì 1 giugno 2007

Che la festa sia con voi - Trent'anni di Star Wars

Dite quello che volete, ma per me Star Wars è Darth Vader (o Fener, come lo tradussero allora, con la mania di storpiare tutto, in italiano).
Il padre perduto, l’angelo del male, il jedi votatosi al lato oscuro della Forza, ha sempre rappresentato per me il motivo principale di interesse per la saga, ideata da George Lucas, che il 25 maggio scorso ha compiuto trent’anni.

Andai a vedere il primo “Guerre Stellari” (ora Episodio IV nell’economia generale della serie) in un cinema di periferia. Avevo appena visto anche “Incontri ravvicinati del terzo tipo” di Spielberg che, con l’astronave madre rutilante di mille luci e colori, mi aveva impressionato più o meno come l’arrivo del treno a La Ciotat aveva colpito i primi spettatori del cinema dei fratelli Lumiére.
Sarà stata l’inadeguatezza tecnica della sala o la preferenza per il film di Spielberg ma allora “Guerre Stellari” mi sembrò più o meno una favoletta anche se arricchita da mirabolanti (per quei tempi) effetti speciali.
L’unica cosa che mi piacque veramente da pazzi era proprio lui, Darth Vader, con quel terrificante respiro da enfisema e la maschera nera che risvegliava in me il trauma infantile di Belfagor. In più era una carogna finita dai poteri misteriori e terribili e si sa che alle ragazze piacciono un sacco i farabutti.

Il resto della saga l’ho visto negli anni seguenti in TV o in DVD. Non ho mai considerato memorabili né il secondo episodio, “L’impero colpisce ancora” né tanto meno “Il ritorno dello Jedi”, con quel disgustoso Jabba the Hut (quando vedo il Betulla un po' me lo ricorda) e quegli stucchevoli orsetti del cappero.
E' vero, non avrei certo gettato alle murene Han Solo, e nemmeno forse Luke, R2D2 era il robottino più simpatico e spaccaballe dai tempi di Robby, ma Darth era Darth. A proposito, guardate un po' qui come si sono tutti ridotti. Un macello. Trent'anni e sentirli, eccome.

Il mio interesse per la saga si è destato nuovamente con i nuovi episodi prequel usciti negli ultimi anni, che promettevano di raccontare tutto l’antefatto e soprattutto la storia di Anakin Skywalker (Darth Vader) che ormai sapevamo essere il padre di Luke e Leia e del quale i nuovi episodi avrebbero rivelato la discesa all’inferno.
Nonostante un po’ troppi bambocci petulanti e una dose abbondante di sentimentalismo nella parte dedicata alla regina Amidala, con le nozze sul lago di Como dove mancava solo Clooney e un pericoloso miscuglio di amore, luna e stelle che avrebbe fatto mettere mano al fucile Bukowski, confesso che sono rimasta veramente colpita ed emozionata da una scena di Episodio III, visto al cinema l'anno scorso.

Dopo il duello all'ultimo sangue con Obi-Wan, Anakin giace orribilmente bruciato e amputato sulla riva di un fiume di lava e viene “ricostruito” e androidizzato, con la maschera che cala per ultima a chiuderlo per sempre nell’armatura nero metal-latex e il respiro diventa quello inconfondibile di Darth Vader. E’ una favola, lo so, ma è da brividi.
La fine dell’episodio poi, con l’apparizione della Morte Nera, si riagganciava perfettamente a quel film che avevo visto nel lontano 1978, con il quadro che ogni tanto se ne andava, tra il “buu-buu” dei ragazzini impazienti e il pavimento ricoperto di cartacce, stecchi di “moretto” e sacchetti di patatine.
Il ciclo era chiuso ed era valsa la pena di aspettare trent’anni per conoscerne il mistero.

sabato 2 settembre 2006

Incontri ravvicinati del terzo tipo

"Close Encounters of the Third Kind" di Steven Spielberg, quando uscì nel 1977 fu considerato un miracolo di effetti speciali. Oggi, con le meraviglie del CGI, fa quasi sorridere, anche se l'arrivo della nave madre è sempre un bel vedere. Fu il primo film che andai a vedere dopo essermi fatta una rosolia con fiocchi e ne rimasi entusiasta, visto che allora ero una specie di Mulder ante-litteram che si cibava dei libri di Peter Kolosimo. Da allora, ogni volta che usciva un'edizione speciale l'ho sempre comperata (anche se devo ancora capire qual'è la versione definitiva delle almeno tre uscite).
In concomitanza con l'uscita del film ci fu una fenomenale ondata di avvistamenti e perfino un cantautore impegnato come Eugenio Finardi cantava "extraterrestre, portami via..." (anch'io stavo con il naso per aria, sognando di vedere almeno un ufino, niente!)
Ora di UFO non se ne parla ormai più (finita la guerra fredda gabbato lo santo?), ed è bello ricordare qualcosa che ormai appartiene al lontano passato.

martedì 29 agosto 2006

The Matrix

Una delle mie scene preferite dal migliore in assoluto dei film della trilogia di Matrix dei fratelli Wachowski.
Neo e Trinity devono liberare Morpheus e non badano a spese in quanto a munizioni. Dopo qualche miliardo di danni arrecato al malcapitato palazzo, riusciranno nell'intento.
La bellissima musica di sottofondo (forse troppo "sotto" perchè si sente poco) è "Spybreak" dei Propellerheads. L'inizio della scena è citato in "V for vendetta" sempre della factory dei Wachowski

domenica 27 agosto 2006

Johnny Mnemonic


Questo film del 1995, "Johnny Mnemonic" di Robert Longo è notoriamente considerato una colossale cazzata dalla critica. Non riuscito, con una regia pessima e interpreti abborracciati.
In parte è vero, ma comunque a me piacque molto e posso considerarlo uno dei miei "cult".
Intanto l'autore del soggetto è William Gibson ("Neuromante"); il protagonista è un Keanu Reeves pre-Neo; ci sono camei di lusso di Henry Rollins, Ice T dei Body Count, un demenziale predicatore-killer di Dolph "tispiezzoindue" Lundgren, Barbara Sukowa, ex musa di Fassbinder, un attore stracult come Udo Kier, e nientepopodimenoche Takeshi Kitano! Il Tarantino che è in me gongola...

La trama è puro cyberpunk. In un futuro non troppo lontano, in una società dominata dalle multinazionali (ma è proprio solo fantascienza??) Keanu-Johnny è un corriere mnemonico, nel senso che si è fatto cancellare la memoria personale per trasportare dati sensibili, in questo caso quelli di una multinazionale del farmaco. La yakuza è interessata ai dati e vuole la testa di Johnny (letteralmente).
Suvvia, "Lo spezzaossa" era molto ma molto peggio!

venerdì 25 agosto 2006

Plan 9 From Outer Space

Il più brutto film mai realizzato? Per anni lo si è pensato, ma oggi che si rivaluta tutto, questo film fa piuttosto tenerezza.
Intanto è di Ed Wood, un regista che è stato omaggiato di un film biografico da Tim Burton del 1995, dove era impersonato da Johnny Depp. Poi ha il pregio di mescolare gli UFO e i vampiri, gli zombie con le invasioni spaziali. Un minestrone (qui presentato in versione a colori) forse indigesto ma di cui si può assaggiare un paio di cucchiaiate.

Notate per favore gli interni dell'astronave con le tende e le divise da Palio, il colloquio tra i militari, con il sottoposto che risponde sempre secondo il volere del superiore e la mitica Vampira, oltre naturalmente al grande Bela Lugosi.

Una curiosità della fantascienza anni 50.